PERCHÉ SCRIVO?
Ho iniziato a scrivere perché non sapevo parlare.
Ero una bambina silenziosa, le domande mi
spaventavano. Magari sapevo cosa dovevo rispondere, ma non trovavo mai “le
parole per dirlo”.
E allora ho preso dalla cartella un quaderno con
la copertina nera e l’ho riempito con i miei giorni.
Il secondo aveva la
copertina di similpelle bordeaux, e un lucchetto. Un regalo della mamma. Che
forse si era tenuta la chiave di riserva.
Nei miei diari raccontavo a Pimpi, la mia amica
senza corpo, i pezzetti di vita che mi segnavano l’anima con graffi, lividi,
carezze.
Con i primi amori sono nate le prime poesie. E
lettere, un sacco di lettere. Non riuscivo a dire ti amo, ti odio, mi manchi,
ti lascio. E allora lo scrivevo.
Forse questo blog dovevo chiamarlo Pimpi.
Credo di aver cominciato a scrivere, molti troppi anni fa, per parlare a me stesso di cose che gli altri non avrebbero capito o frainteso. Questo accadde molto presto, quando di solito si pensa solo a giocare, ma c' era tanto tempo in piu, senza tivvù o altri aggeggi che impediscono di pensare o mettere assieme piccoli frammenti a formare un prato fiorito. Frasi piccoli racconti poesie perlopiù tenuti segreti o condivisi con le pochissime persone che sono entrate nell' anima. Magari perse chissà come e perché - ma anche questa è la vita - epperò presenti in un angolo a dirti ogni tanto guarda che io ci sono...
RispondiEliminaBenvenuto, anonimo. Ma non hai proprio un nome?
EliminaHo scritto tanto mentre ero la protagonista di un grande amore durato per molti anni. Scrivevo perché ero felice, per sfogare quel senso di vertigine, di potenza, quello strano piacere, quasi violento, che mi lasciava senza respiro. Scrivevo ogni sera, di me, di lui, di noi, dell'amore per non sentirmi vittima volontaria di un sentimento assoluto e proibito, per paura di non ricordare un giorno tutti quegli istanti, quasi presagendo....
RispondiEliminaOra sono qui a chiedermi quale sia stato il senso di un atto di viltà, a dirmi di finirla di scrivere di emozioni che non interessano più neanche me.